Cari Lettori, benvenuti nel blog di Enoteca Mastore

Sono figlia d’arte e mi occupo di vino da oltre trent’anni.
Il vino è da sempre parte integrante della mia vita, passione tramandata da mio padre e che mi ha portato dove sono ora e cioè, a gestire la mia affezionata enoteca.

Nuovo blog di Enoteca Mastore: nuova avventura digitale

E qui, oggi: nell’estensione online di quello che vorrei diventasse di più di un e-commerce: il blog di Enoteca Mastore vuole essere un canale sempre aperto per offrirvi il mio supporto anche in rete, quando ne avrete voglia o necessità, per condividere informazioni, esperienze e sapori.

Incomincio da qui quindi e vi faccio una rivelazione: anche per me, come per voi, non è sempre facile come si potrebbe pensare scegliere i vini giusti per ogni occasione.
Soprattutto nel panorama del mondo del vino odierno.
E aggiungerei, per fortuna!
Sia che si tratti di serate didattiche da preparare, quindi con una scaletta ben definita e studiata da seguire, sia che si tratti di vino per occasioni personali e informali, non è mai banale. Anzi, sono spesso queste ultime situazioni a mettermi maggiormente alla prova, perché sono le scelte che hanno la responsabilità più importante: quella di allietare la fine delle mie lunghe giornate di lavoro e di rendere speciali i momenti passati con le persone importanti della mia vita.

E cosa dire di quando si tratta di una cena a casa o si programma una cena fuori?

Ovviamente anche al ristorante tutti i commensali indicano me, compatti, come riferimento per la carta dei vini.
E alla mia domanda di rito: “Cosa vi piacerebbe bere?” la risposta è sempre la stessa: “Fai tu!”.
“Ma almeno un’indicazione: rosso, bianco, bollicina?”
“Fai tu, carta bianca!”
“Fantastico!”
Allora non mi resta che scegliere, come sempre senza suggerimenti né indicazioni precise da parte dei miei compagni di tavola.

Esiste il vino giusto?

Mi chiedete spesso durante gli eventi e le degustazioni, come si impara a scegliere il vino giusto e voglio partire proprio da questo argomento per il primo articolo del blog di Enoteca Mastore.
Almeno per quanto riguarda la sfera personale, ho imparato nel tempo a seguire il mio intuito e scelgo sempre “ascoltandomi”, in base al momento e alle sensazioni.

A prescindere dal cibo, senza pregiudizi, ma fedele al principio che il vino sarà il punto fermo da cui partire per decidere il menu e che con il suo contributo si potrà dare un carattere e un colore preciso all’occasione di convivialità che sto per condividere.
Un po’ come quando scegliamo prima le scarpe e poi l’abito che indosseremo. Oppure una poltrona, un quadro e solo di conseguenza il resto dell’arredamento.
Ricordate sempre che è bene seguire le regole e conoscere le dinamiche intrinseche agli abbinamenti enogastronomici ma che, così come per il design e l’arte, è fondamentale sviluppare il proprio personale gusto e, in questo caso, palato. E per farlo è necessario sperimentare.
Quindi siate creativi e non abbiate paura di ascoltare l’istinto!

Percorsi di vino raccontati

Diverso invece è l’approccio didattico che riservo alle occasioni formali e alla preparazione delle serate, quando si tratta di studiare la scaletta per i percorsi degustativi che organizzo in enoteca.
In questo caso, il processo di decisione è ovviamente più complesso e strutturato, perché si tratta di calibrare i tempi di spiegazione alternandoli ai momenti di assaggio. Affrontare i temi dei processi enologici, quale la vinificazione, l’introduzione alle tecniche di degustazione, e alternarli alla parte più gradita degli assaggi di vini, che, naturalmente cerco sempre di proporre in selezioni mai banali e comuni. Prediligo per le mie degustazioni vini da ricordare e che possano lasciare il segno nel lungo termine, concorrendo alla costruzione del palato dei partecipanti al
corso. E’ una parte molto impegnativa del mio lavoro e mi ci dedico con molta passione.
Li chiamo: “percorsi di vini raccontati” che ripercorro a ritroso dal momento della raccolta delle uve al brindisi sulla tavola. Storia e poesia che condivido con piccoli gruppi di persone che iniziano partecipando timidamente agli incontri e vedo poi stupirsi e incuriosirsi incontro dopo incontro.
Questi incontri e in particolare la possibilità di poter valutare la buona riuscita della serata direttamente con i miei ospiti a fine degustazione, sono un importante termometro per valorizzare le scelte di vino proposte e valutare quelle future, sia all’interno del negozio sia agli eventi a cui partecipo.

Mi offrono anche la percezione del rapporto valore percepito/prezzo di mercato del vino degustato. Sono solita chiedere ai partecipanti infatti, quanto pagherebbero per il vino assaggiato durante la serata. Più le risposte sono centrate migliore è il lavoro fatto dalla cantina stessa e dall’enoteca in termini di educazione e comunicazione del vino.

Il blog di Enoteca Mastore vi incita a sperimentare, esplorare, ricercare e condividere.

Questo è il metodo che seguo per vivere il vino e i miei clienti sono parte fondamentale del processo.

La scelta del vino

Perché si sceglie un vino al posto di un altro? Cosa ci attrae nel momento, non guidato, quindi svolto in autonomia, dell’acquisto di un vino? Si sceglie solo per la fascia di prezzo oppure per l’appeal dell’etichetta, per il packaging, oppure per quel che ci evoca il suo nome?
Dal mio osservatorio specializzato e in tanti anni di esperienza, ho avuto il privilegio di osservare diverse tipologie di clienti, affezionati o occasionali, e altrettante diverse tipologie di approcci all’acquisto.
Mi affascina sempre vedere quanta cura e tempo i miei clienti dedicano alla scelta delle bottiglie giuste. C’è sempre una sorta di rispetto e aspettative che accomuna l’atteggiamento di chi entra in enoteca.
C’è sempre qualcosa di più dietro l’acquisto di una bottiglia di vino. Molto di più.

La scelta del vino in Enoteca


La maggior parte dei clienti chiede consigli e si affida a me quasi completamente.
Sono per lo più i miei clienti fidelizzati oppure quelli che hanno avuto almeno già un’esperienza positiva di acquisto e sono nuovamente pronti ad ascoltare i miei consigli. Sicuri che la loro fiducia sia ben riposta. Vengono da me con lo stesso atteggiamento che si ha quando si passa a trovare un’amica, si intrattengono in conversazioni e hanno voglia di condividere.


Ci sono ovviamente anche “gli espertissimi”. Di recente hanno fatto tre, quattro, cinque corsi e si destreggiano davanti all’esposizione delle bottiglie con molta sufficienza e una certa insoddisfazione. Vorrebbero qualcosa di più impegnativo ma non sono appagati da quel che vedono, vorrebbero far colpo sugli amici a cui devono portare la bottiglia di vino ma non vorrebbero farli sentire in obbligo.

Alla fine, con la scusa degli amici che non hanno un palato “raffinato” si dirigono verso la conclusione della visita.
“Cercavo qualcosa di diverso”.
“Cosa?” Ma non vado oltre, perché capisco che non è una vera richiesta d’aiuto.
Ritorna a guardare le bottiglie, ma niente da fare.
“Io li comprerei tutti ma per la serata sono troppo poco diversi”.
“Nessun problema”. Cerco sempre di toglierlo dall’impaccio ma imperterrito continua.
“Cercavo qualcosa che ho comprato di recente su internet e che per quel che ne capiscono i miei amici potrebbe andare bene…”.
Chiudo io, con un sorridente “mi dispiace” e quando il sedicente esperto esce il pensiero corre in soccorso agli amici.


Ci sono poi, tra le varie tipologie, anche i clienti “del passaparola” che arrivano già contenti di entrare, perché l’amico/a gli ha “garantito” che si troveranno bene. Insomma per loro io sono una bella scoperta, hanno delle aspettative positive e questo incrocio di destini stabilisce da subito un’intesa. Capisco subito che sceglieranno con il cuore, magari non se ne intendono molto e per questo accettano l’offerta di aiuto ma solo a scelta avvenuta.


E’ bello sorprendere da lontano alcune loro espressioni. Conquistati dai colori e dalla bellezza di alcune etichette. In quel momento non scelgono il vitigno, danno la loro preferenza a ciò che evoca l’etichetta, all’emozione che ne rilascia. E in alcune etichette c’è davvero poesia.


Soltanto dopo, in un secondo momento chiedono il mio parere, la conferma se hanno scelto bene da un punto di vista qualitativo, una situazione simpatica tra la richiesta di assenso e il rispetto per la padrona di casa. Una sorta di “Abbiamo fatto da soli ma già che sei lì…dicci cosa ne pensi”. Quasi sempre li rassicuro, perché si tratta di un’indiscussa ottima scelta.

Il vino è emozione

Questo per raccontare che il vino non si può scegliere solo con la tecnica e con la testa e di certo non esistono formule univoche per la scelta della bottiglia giusta. A volte ,non sono neanche gli abbinamenti ideali a far decidere ma l’attenzione che ha catturato l’attimo… Ed è questo il bello!

Il vino è questo per me ed è ciò che mi piace trasmettere ai miei clienti. Ho deciso di utilizzare il nuovo blog di Enoteca Mastore per raccontarvelo e per offrivi, non solo informazioni tecniche e utili relative ai prodotti, consigli e suggerimenti pratici, ma spero soprattutto, qualche lettura interessante con cui condividere aneddoti, emozioni e storie meravigliose di questo mondo senza tempo.